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Tutti conoscono la Pasta made in Italy, ma forse non tutti sanno che in Italy la Pasta è prodotta al 100% con grano duro mentre in negli altri paesi è più comunemente prodotta con farine di grano tenero o miscele di farine di grano duro e tenero. 

Infatti in Italia, sono denominati “pasta di semola di grano duro” e “pasta di semolato di grano duro” i prodotti ottenuti dalla trafilazione, laminazione e conseguente essiccazione di impasti preparati rispettivamente ed esclusivamente:

  1. a) con semola di grano duro ed acqua;
  2. b) con semolato di grano duro ed acqua.

Mentre in altri paesi la Pasta può essere prodotta, in tutto o in parte, con sfarinati di grano tenero. In questo caso, per il mercato Italiano dovrebbe comparire una delle seguenti denominazioni:

  • a) pasta di farina di grano tenero, se ottenuta totalmente da sfarinati di grano tenero;
  • b) pasta di semola di grano duro e di farina di grano tenero, se ottenuta dalla miscelazione dei due prodotti con prevalenza della semola;
  • c) pasta di farina di grano tenero e di semolati grano duro, se ottenuta dalla miscelazione die due prodotti con prevalenza della farina di grano tenero.

(Fonte: legge 4 luglio 1967, n. 580 e D.P.R. 9 febbraio 2001, n.187, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.117 del 22 maggio 2001.)

 

La Pasta e i nuovi trend del mercato: “free from” & “superfood”

Oggi giorno in Italia va comunicato sul packaging ogni aggiunta d’ingredienti ( es. Pasta di semola di grano duro con aggiunta di farro, di uova, ecc… ) e anche la provenienza di tutti gli ingredienti (100% grano italiano o da paesi dell’U.E.). Il consumatore infatti è sempre più informato e alla ricerca di alimenti sani e rispettosi, dunque anche per la pasta è giunto il momento di rispondere a questa esigenza ed evolversi.

Nasce così un nuovo trend per la  Pasta “Made in Italy” che si adatta ai tempi che corrono. Per esempio vi sarà capitato di trovare al supermercato pasta prodotto con i cosiddetti “SuperFoods”, alimenti ricchi di vitamine, proteine, fibre e povere di Carboidrati; o paste con tempi di cotture più rapidi per fare fronte ai nuovi stili di vita. 

Alcune a parere mio sono ottime. Basti pensare alla pasta “free from Gluten” , senza glutine, che da prodotto di consumo solo per persone con celiachia è diventata una variante comune nelle tavole di tutti gli Italiani.

Gli italiani così dicono basta alla solita pasta e anche gli altri paesi sono pronti per prodotti innovativi. Per questo i pastai italiani e di tutto il mondo rispondono alle nuove richieste del consumatore puntando su tipologie legate al benessere e alla salute e, perché no, al gusto e allo stile di vita. Le ragioni della scelta sono diverse, per necessità, per curiosità o per cambiare. Seguono alcuni esempi di paste che oggi sono in commercio e meritano di essere menzionate.

Paste arricchite 

La storica pasta “più ricca di qualcosa”, ovveri  fatta con farine speciali, con ceci, con semi di lino, con curcuma o alga spirulina. Per soddisfare la domanda dei consumatori che cercano più fibre, proteine vegetali, sali minerali, vitamine.

Pasta di kamut

Il kamut è una varietà di grano ricca di potassio, magnesio, selenio e zinco, quindi ha un potere antiossidante. 

Pasta di riso o Pasta di mais 

Senza dubbio le paste senza glutine più classiche e per ora quelle più diffuse.

Pasta di grano saraceno 

Una pasta che porta a tavola la tradizione di pizzocherri valtellinesi , con la farina di grano saraceno, che è un falso-cereale come la quinoa o l’amaranto, ed è anch’essa naturalmente priva di glutine. In genere non viene utilizzata da sola nella pasta, ma in un mix con altre farine senza glutine, soprattutto di riso e di mais.

Pasta di farro 

Il farro è il più antico dei cereali addomesticati dall’uomo (tanto che gli etimologi ne fanno derivare la stessa parola “farina“). Storicamente un cereale povero, di uso comune, ora sta diventando principe di molte ricette. 

Pasta a cottura rapida 

Parliamo di vera pasta di Grano duro studiata per la ristorazione e il mercato estero, è arrivata anche sulla tavola del consumatore per andare incontro ai ritmi moderni con numerosi vantaggi: velocità nella cottura, drastica riduzione di energie impiegate (gas, corrente, acqua, etc..). 

Pasta di legumi 

La pasta di legumi è una pasta ipocalorica e molto proteica, fatta solo di farina di legumi (ceci, lenticchie, piselli, soia) e acqua, non contiene cereali e per questo motivo è lontana dalla classica definizione di Pasta, ma per comodità viene chiamata pasta.

Pasta con estratti di Taurisolo 

Questa pasta rientrerebbe nelle paste “ricche di”, ma voglio approfondire perché si tratta di un prodotto Italianissimo. Dovete sapere che in Calabria viene prodotti un vino detto Taurasi, e che come tutti i vini è ricco di  Resveratrolo. Il resveratrolo, contenuto nell’uva e nel vino, fa bene alla salute, soprattutto dal punto di vista della prevenzione delle malattie cardiovascolari. Se una persona volesse assumere una quantità utile di resveratrolo nella sua dieta dovrebbe bere circa un litro e mezzo di vino al giorno. Non sarebbe male ma potrebbe avere delle controindicazioni! 

Per questo motivo estrarre il resveratrolo (che si chiama Taurisolo quando estratto dalle vinacce del Taurasi) ed utilizzarlo per arricchire la pasta è una combinazione vincente di due prodotti tipicamente italiani. 

Fondamentalmente i motivi sono due: i cereali hanno proprietà benefiche ed il vino ha delle proprietà benefiche. Infatti da studi portati avanti dell’Università Federico II di Napoli i ricercatori sono arrivati a creare una pasta a base di estratti di Taurisolo, ricco in resveratrolo, portatrice di effetti positivi sulla salute cardiovascolare di chi l’ha provata. Per chi non sapesse, il taurisolo consente il ripristino della normale funzionalità cardiaca, riduce le ostruzioni vascolari, mantiene integri i vasi sanguigni.
Mentre in merito ai cereali in generale sono diversi gli studi scientifici che confermano quanto faccia bene alla nostra salute e al nostro cuore consumare pasta di cereali. Consumare 80 grammi di pasta integrale al giorno, per esempio, riduce il rischio di infarto del 21%. Il cereale più benefico dovrebbe essere l’avena perché contiene alte percentuali di betaglucano, una fibra che ha un’elevata capacità di ridurre il colesterolo a tavola. Ma questo betaglucano è presente anche se in minor percentuale nell’orzo.

In conclusione se mangiando un piatto di pasta potessi integrare al mio fabbisogno nutrizionale diversi ingredienti benefici come betaglucani o resveratrolo dovrebbe cambiare lo storico detto italiano in “Un piatto di pasta al giorno toglie il medico di torno!”.

 

Fonti e approfondimenti:

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